Il periodo che stiamo vivendo in Italia non è certamente dei migliori, vedi la crisi economica che ha tagliato posti di lavoro, risorse, unita alla scarsità di denaro e alla mancata crescita di nuove aziende.

Tutto questo unito a controlli ossessivi da parte dell’Agenzia delle Entrate, per scovare evasori o presunti tali, con l’obbiettivo principale di fare cassa; cioè di aumentare le entrate visto che non riescono a diminuire le spese dello Stato.

Nuovi strumenti per “scovare” l’evasore, quali redditometro, spesometro, studi di settore, normativa antiricilaggio, monitoraggio delle transazioni in contanti.

La pressione fiscale in Italia secondo i dati ufficiali si attesta intorno al 46% e se aggiungiamo gli oneri burocratici e i costi della previdenza obbligatoria (INPS E INAIL) si arriva all’astronomica percentuale del 63%!!

Burocrazia da spavento, questo non è più un paese per imprenditori. Cosa cambia e cosa cambierà? Sempre in peggio!

Novità e conferme dal 01/01/2011:

1- Operazioni in contanti: devono essere non superiori a 5.000 euro per la normativa antiriciclaggio; le operazioni sono cumulative anche se si sosseguono a distanza e devono essere segnalate (sanzioni dall’1 al 40% dell’importo);

2- Nuovo redditometro: le spese per mutui, leasing, assicurazioni, iscrizioni in circoli privati, spese beauty farm, spese per seconde case, etc. vengono monitorate con la regola 1 euro di spesa 1 euro di reddito (più si spende, più si deve dichiarare un reddito adeguato)

3- Nuovo spesometro: le spese effettuate anche da privati di qualsiasi genere superiori ad euro 3.000 (costo unitario del bene) andranno trasmesse telematicamente all’Agenzia delle Entrate) in modo che avrà, anche in questo caso, il controllo spese effettuate-reddito dichiarato;

4- Per le imprese studi di settore: in caso di mancato adeguamento, salvo rari casi, portano  praticamente ad un accertamento fiscale automatico;

5- Divieto di compensazione in presenza di cartelle esattoriali scadute superiori a 1.500 euro (prima si paga il debito e poi si compensa il credito residuo)

6- Gli avvisi di accertamento dal 01/07/2011 diventano esecutivi entro 60 giorni, cioè o si fa ricorso o il debito diventa subito esigibile (iscrizioni a ruolo, ipoteche, fermi amministrativi, etc.);

7- Sono aumentate le somme, nel caso di ritardato o mancato pagamento delle tasse, che diventano del 3 o del 3,5% a seconda dei casi oltre ad interessi legali del 1,5%.

Dunque per farla breve, massima attenzione, e parafrasando un celebre film: NON CI RESTA CHE PIANGERE!